<% @ Language=JScript %> Corso fallani 3

lez. 1 lez. 2 lez. 3

fondamenti e didattica della grafica - prof. fallani home page

Lezione 3

Dispensa del prof. Fiorenzo Fallani ©2004

 

Per scaricare il documento in word

Il glossario

 

 

4 - Posizionamento del telaio sul tavolo di stampa.


Una volta posizionato e fissato con quattro scotch ai quattro angoli l’intaglio sul telaio, si gira, e l’intaglio che avevamo fermato a rovescio lo vediamo, attraverso le maglie del tessuto, a diritto, come lo stamperemo. Fissiamo con due viti per cerniera il telaio al tavolo da stampa e cominciamo a mettere a registro il progetto con l’intaglio della velina.

 

5 - Messa a registro del progetto con la matrice intagliata.

Il nostro tavolo di stampa non ha un contrappeso che permetta di tenere sollevato il telaio come tutti i tavoli da stampa che si trovano in commercio, con questo nostro tavolo, improvvisato e semplice, noi possiamo stampare molte cose, basta rifletterci ed imparare il metodo.
Con una mano alziamo il telaio, facendo perno sulle due cerniere, mettiamo sotto il nostro progetto per iniziare la messa a registro con l’intaglio. Non sarà una cosa semplice perchè tutte le volte bisognerà abbassare il telaio per controllare se l’intaglio è a registro perfetto col disegno del progetto; per fare anche un piccolo spostamento bisogna alzare il telaio, spostare il progetto e riabbassando il telaio guardare se lo spostamento che abbiamo fatto è sufficiente, col rischio che mentre abbassiamo il telaio, la carta si sposti e allora bisogna ricominciare da capo.

 

Un metodo più semplice è quello di attaccare una striscia di cartoncino di una ventina di centimetri di lunghezza questa ci permetterà di manovrare il progetto anche nei minimi spostamenti senza bisogno di alzare il telaio sfruttando il fuori contatto che abbiamo spessorato tra tavolo e telaio.

 

Quando vediamo che l’intaglio è perfettamente a registro col disegno, dobbiamo alzare il telaio facendo molta attenzione di non spostare il progetto ma subito tenerlo fermo con la mano e fermarlo al tavolo lateralmente con due scotch. A questo punto dobbiamo segnare l’angolo di squadra. Tagliamo con un taglierino, una striscia di cm 1,5 di cartoncino, dello stesso spessore del cartoncino con cui stampiamo la tiratura, da questa striscia tagliamo tre pezzetti da 4 o 5 cm.

 

Prendiamo tre pezzi di scotch possibilmente da 2 cm che taglieremo a 8 - 9 cm, attaccheremo sotto ogni scotch un pezzetto di cartoncino facendo attenzione di posizionare lo scotch ad 1 mm dalla base centrando la larghezza. A questo punto ci troveremo tre scotch con i relativi spessori di cartoncino che attaccheremo, due all’angolo di squadra del progetto, il terzo alla base dell’angolo opposto, facendo attenzione di farli aderire al cartoncino del progetto con precisione, perchè questa squadra dovrà servire per puntare tutte le copie della tiratura del primo colore. A questo punto conviene staccare il progetto, togliere gli scotch che avevamo messo per fissarlo al tavolo e fare una prova di registro puntando il progetto sulla squadra e abbassando il telaio.


 

6 - Stampa della matrice di carta velina intagliata.


Prepariamo i fogli per la tiratura tagliati cm 50 x 35. Abbassiamo il telaio sul tavolo di stampa e versiamo l’inchiostro nello spazio in alto del telaio, con una mano alziamo il telaio di circa 10 cm e con l’altra impugnamo la racla o spremitore, inclinata a 45°, con una leggera pressione portiamo l’inchiostro da l’alto verso il basso e dal basso lo riportiamo verso l’alto inclinando la racla di 45° in senso inverso; abbiamo così riempito d’inchiostro tutte le maglie del tessuto del telaio. Con una mano teniamo alzato il telaio con l’altra terremo la racla piena d’inchiostro, nel calamaio. A questo punto è consigliabile che un’altra persona prenda un foglio della tiratura e lo posizioni a contatto esatto della squadra. Nominiamo uno stampatore ed un assistente. Quando l’assistente ha posizionato il foglio, lo stampatore abbassa il telaio e, impugnando saldamente la racla con entrambe le mani la inclina a 45° con una moderata pressione e trasporta tutto l’inchiostro dall’alto al basso. Con la pressione, l’inchiostro attraversa le maglie del tessuto e si deposita sul supporto, che nel nostro caso sarà la carta velina; ma dove trova l’intaglio si deposita su foglio stampando quello che abbiamo intagliato.

 

Lo stampatore, una volta che si é stampato e che l’inchiostro è nel calamaio della base, con una mano tiene la racla e con l’altra alza in telaio dando la possibilità all’assistente di togliere il foglio stampato e metterlo nella rastrelliera per lasciarlo asciugare per circa 20 minuti. Lo stampatore, tenendo alzato un pò il telaio, ricarica le maglie trasportando tutto l’inchiostro verso l’alto facendo una pressione sulla racla inclinata a 45° nell’altro verso e si prepara a stampare un’altra copia, quando il suo assistente ha posizionato il foglio in squadra. Continuiamo così finchè abbiamo finito di stampare tutti i fogli, all’ultimo foglio però lo stampatore deve fermarsi con l’inchiostro alla base del telaio perchè è assurdo caricare le maglie se dobbiamo lavarlo e recuperarlo, se dovesse succedere che erroneamente caricasse in telaio prima di lavarlo, deve stampare un foglio di scarto e fermarsi alla base con le maglie vuote d’inchiostro.
Con questo sistema si possono stampare sia inchiostri a solvente sia inchiostri ad acqua, abbiamo constatato che la carta velina tiene l’umidità degli inchiostri ad acqua e tra questi c’è anche l’inchiostro rigonfiabile, abbiamo la possibilità con questo tipo di matrice di stampare su magliette, avendo l’accortezza dopo che l’inchiostro sulla stoffa è asciutto, di fissarlo con un ferro da stiro ben caldo, stirandolo a rovescio con un supporto di panno; una volta fissato anche se lavate le magliette in lavatrice il colore ed il rigonfiamento, rimangono intatti.

 

7 - Recupero del telaio.


Per prima cosa, con una spatola di acciaio, bisogna recuperare il più possibile il colore dalla racla e successivamente dal telaio, più inchiostro recuperate con la spatola e meno ne dovete lavare con lo straccio, ma proseguiamo con metodo. Una volta tolto il colore si alza il telaio e si togliete la velina per recuperare il colore che è rimasto tra la velina ed il telaio, quando vedete che non ci sono più residui di colore prendete un giornale (preferibilmente un quotidiano) e stendetelo su un tavolo sotto il telaio, mettetevi dei guanti di gomma e prendete uno straccio di carta cellulosa, imbevetelo bene con dell’acqua ragia e cominciate a lavare il tessuto del telaio, sciogliete tutto l’inchiostro residuo preoccupandovi anche di passare lo straccio su retro del telaio; con questo straccio pregno di acqua ragia e sporco di colore, pulite sia la racla che la spatola. Cambiate giornale e ripetete l’operazione con uno straccio nuovo.

 

A questo punto il telaio dovrebbe essere già pulito, dobbiamo solo asciugarlo mettendo un giornale asciutto, strofinando con un nuovo straccio e premendo sul tessuto sopra il giornale, le maglie si asciugano e riappaiono trasparenti senza aloni. Il telaio è pronto per accogliere l’intaglio del secondo colore. Fate molta attenzione, il telaio visto in trasparenza, deve avere tutte le maglie pulite e aperte perchè se rimane qualche zona con le maglie sporche d’inchiostro dopo qualche giorno si secca in maniera irrecuperabile e dobbiamo buttar via il telaio. Può darsi che il pigmento di alcuni inchiostri colori il filo del tessuto lasciando una impronta visibile e può semprare che il telaio non sia lavato bene. Basta guardare il tessuto del telaio per trasparenza e controllare che le maglie siano aperte. In questo caso l’ombra che vediamo sul telaio non creerà nessun inconveniente alla prossima stampa.

Preparazione e stampa di una matrice preparata a gomma arabica


Premessa.


Questo sistema vi permetterà di fare un passo avanti rispetto all’intaglio su carta velina. Potrete disegnare tutto quello che desiderate senza essere condizionati da un intaglio, con un segno non ancora troppo sottile, ma senz’altro meno rigido di un segno intagliato e con la possibilità di creare una matrice disegnata senza ricorrere a gelatina fotosensibile.

 

E’ un sistema molto economico, facile e veloce, basta procurarsi della Gomma Arabica Liquida in una cartoleria attrezzata, colorarla con un qualsiasi pigmento ad acqua per renderla visibile un volta che verrà stesa sul telaio con una racla stendi gelatina che potremo trovare da un rivenditore di prodotti serigrafici.

 

1 - Come si disegna


Innanzitutto dobbiamo sgrassare molto bene il telaio con del solvente alla nitro. Dobbiamo precisare una terminologia ben precisa di telaio diritto e telaio rovescio: il telaio diritto è il telaio che viene fissato sul tavolo da stampa con il tessuto a contatto del tavolo stesso e la cornice in alto in modo da formare una vasca in cui metteremo l’inchiostro al momento della stampa. Il telaio a rovescio è con la cornice appoggiata sul tavolo, avrà il tessuto in alto spessorato dalla cornice che poggerà sul tavolo.
Si può disegnare sia a diritto che a rovescio, solo con un pastello ad olio, non ha importanza il colore del pastello perchè la funzione del disegno è quella di chiudere le maglie; (attenzione, se disegnate con un pastello a cera rovinerete il telaio perchè non esiste nessun solvente che possa togliere la cera dalle maglie del telaio). Bisogna scegliere, se disegnamo a diritto dobbiamo spessorare il telaio, cioè mettere ai due lati orizzontali uno spessore, minimo di un centimetro, perchè disegnando, il pastello non vada a toccare il tavolo, eviteremo che le maglie riempite, una volta alzato il telaio, rimangano sul tavolo, e non sulle maglie del tessuto. Se invece decidiamo di disegnare a rovescio la cornice ci fà da spessore, ma bisogna pensare che l’immagine che disegnamo verrà, nella stampa, a rovescio.

 

 

2 - Come si prepara il telaio.


Dopo aver disegnato sul tessuto del telaio, le maglie del disegno sono chiuse dal pastello ad olio, le altre maglie esterne sono aperte.
Sulla racla stendi gelatina versiamo della Gomma Arabica che é una normale colla solubile all’acqua. Stendiamo la gomma arabica sul telaio disegnato e vedremo che dove incontra le maglie aperte le chiude formando una pellicola sottilissima ma abbastanza resistente da non far passare il colore al momento della stampa e dove incontra il disegno (essendo un prodotto grasso) la gomma non attacca. Una volta stesa su tutta la superficie del telaio, lo asciughiamo con un phon e avremo questa situazione: dove le maglie erano aperte ora sono chiuse dalla gomma arabica (solubile in acqua), dove c’è il disegno le maglie sono chiuse dal pastello ad olio che toglieremo con un panno impregnato di Acquaragia, questo scioglierà il pastello ad olio ma non intaccherà la gomma arabia ed otterremo da un disegno positivo, una matrice negativa che potremo stampare con un qualsiasi colore.

 

3 - Come si stampa

 

Con una matrice preparata a Gomma Arabica dovremmo sempre stampare con inchiostri a solvente e non potremo stampare con inchiostri ad acqua, come stampiamo una matrice fatta ad intaglio perchè l’acqua scioglierebbe la gomma e rovinerebbe subito la matrice, mentre la velina dell’intaglio resiste anche con inchiostri all’acqua, come abbiamo sperimentato in questo corso.

 

foto 1

 

foto 2

 

foto 3

 

 

foto 4

 

Preparazione di una matrice realizzata con gelatina fotosensibile


Costruzione del telaio tesato. foto 1. Riempimento della racla a vaschetta con gelatina fotosensibile. Questa materia sensibile alla luce è composta di colla di pesce colorata (solubile in acqua) e un sensibilizzante. Si inizia a gelatinare il telaio. foto 2. Occorre gelatinare il telaio su tutta la sua superficie, sia sul davanti che sul retro, in maniera di otturare tutte le maglie del tessuto foto 3 asciugandolo poi con il sussidio di un phon. Si è ottenuto, preparato in questo modo, un telaio sensibile alla luce con una gelatina solubile in acqua.
Si prepara il disegno con inchiostro nero su un supporto trasparente come carta da lucidi o un acetato oppure con pellicola fotomeccanica. foto 4. Si fissa con scotch il rovescio del disegno sul rovescio del telaio, al centro. foto 5 Ora si deve esporre a una luce potente perchè la sensibilità della gelatina è piuttosto bassa. Professionalmente ci si serve di un torchio pneumatico, cioè a vuoto d’aria, e una lampada alogena da 5000 Watt. Nell’esempio esposto si sono utilizzate due lampade al quarzo da 1000 Watt e un torchio non pneumatico ma fatto artigianalmente con un vetro dove viene appoggiato il telaio che sotto il disegno e sopra, della gomma piuma con una lastra di ferro per pressare il disegno contro la gelatina del telaio. foto 6
La gelatina fotosensibile ha la proprietà di indurirsi all’esposizione della luce e non sarà più solubile in acqua, mentre dove la luce incontra il nero del disegno e non permette di illuminare la gelatina, rimane solubile. Una volta terminata l’esposizione il telaio viene messo sotto un getto d’acqua foto 7 e piano piano la gelatina che non è stata esposta alla luce si rigonfia e salta via lasciando aperte le maglie del telaio foto 8, e trasformando un disegno positivo in una matrice negativa foto 9 e quando si andrà a stampare essa ritornerà positiva. Con questo procedimento sono eseguite le matrici professionali con tecnica serigrafica.

 

foto 5

 

foto 6

 

foto 7

 

Preparazione e stampa di una matrice preparata a gelatina fotosensibile

Premessa


La gelatina fotosensibile è un prodotto a base di colla di pesce con un sensibilizzante che di solito è in una bottiglietta a parte, colorato con del pigmento in vari colori a seconda delle case produttrici. La colorazione è solo un elemento di contrasto e serve per vedere bene le maglie coperte del tessuto (dalla gelatina fotosensibile) e le maglie scoperte (quelle che stamperemo) una volta che abbiamo posato e sviluppato il telaio. Ci sono tre tipi di gelatina, uno è per stampare inchiostri a solvente, uno per stampare inchiostri ad acqua e il terzo è ambivalente, si possono stampare sia inchiostri a solvente che inchiostri ad acqua ma ha un costo superiore. Di solito le confezioni di gelatina fotosensibile che si trovano in commercio sono in barattoli di plastica da un litro e vengono vendute insieme ad una bottiglietta, sempre di plastica, di sensibilizzante in polvere che è la dose per quel litro.

 

Per sensibilizzare la gelatina basta riempire la bottiglietta di sensibilizzante con acqua tiepida (meglio se acqua distillata) e agitarla per fare sciogliere tutta la polvere e poi versarla nel vaso di gelatina.

 

A questo punto, con una spatola bisogna mischiare la gelatina con il sensibilizzante mescolando bene e amalgamando il tutto e lasciarla riposare almeno per due ore. La gelatina, una volta sensibilizzata, ha una durata da 20 giorni ad un mese se tenuta al buio in luogo asciutto. Se non avete molti telai da gelatinare vi consiglio di preparare mezzo litro di gelatina versando solo mezza bottiglietta di sensibilizzante; se tenete separati il sensibilizzante e la gelatina potrete conservarli per mesi ed mischiarli al momento che vi servono.

 

Attenzione! Una volta che la gelatina è stata sensibilizzata bisogna evitare di esporla ad una fonte di luce diretta; non occorre lavorare in camera oscura come i prodotti fotografici, ma avere la prudenza di gelatinare i telai in un ambiente con luce attenuata.

 

foto 8

 

foto9

 

 

 

1 - Sensibilizzazione del telaio.


Prendiamo la racla stendi gelatina e riempiamola di gelatina sensibilizzata. Con una mano teniamo il telaio da gelatinare, con l’altra la racla. Appoggiamo la racla al tessuto del telaio partendo dal basso, facendo attenzione che la gelatina che è contenuta nella racla si appoggi su tutta la superficie del tessuto; tenendo la racla inclinata e facendo una certa forza sul tessuto, dal basso la trasciniamo in alto, ripetiamo l’operazione con la racla non inclinata per recuperare quella gelatina che è uscita dai bordi della racla. Si deve pasare da ambo i lati la gelatina per assisurarsi che tutte le maglie siano coperte. Fare attenzione di stendere uno strato sottile di gelatina passando più volte, da ambo le parti, con la racla diritta. In definitiva bisogna capire che con la racla inclinata in avanti si riempiono le maglie, con la racla diritta si recupera l’eccesso di gelatina. Una volta gelatinato il telaio, con un phon lo asciughiamo e ci prepariamo per l’esposizione. 2 - Esposizione.
La luce per esporre un telaio preparato con gelatina fotosensibile deve essere molto forte, professionalmente abbiamo lampade da 5000 V. allo Xenon perchè si lavora con telai molto grandi; per telai di cm. 40 x 60 bastano due lampade da fotografo Alogene da 1000 V. ciascuna, a una distanza di circa 50 - 60 cm.
Che cosa possiamo adoperare per fare una matrice con un telaio preparato a gelatina fotosensibile?
Tutto ciò che è realizzato su un supporto trasparente con un immagine più nera possibile. L’ideale è una pellicola fotomeccanica, perchè ha un supporto con la massima traspareza e con un’intensità di nero del disegno molto elevata. Ma possiamo fare anche senza fotomeccanica ad esempio disegnando su di un acetato con inchiostro di china oppure con della tempera nera, o dal computer elaborare un soggetto e poi stamparlo su acetato (possibilmente con una stampante laser per ottenere un’intensità di nero più intensa), o con una fotocopiatrice, sempre su acetato; in questo caso consiglio di fare due copie per poi posizionarle a registro l’una su l’altra per ottenere un nero più forte. Possiamo anche esporre un qualsiasi oggetto piano, come una foglia, una trina o degli spaghi, insomma una qualsiasi cosa che, anche se non è nera, abbia la proprietà di non far passare la luce.

 

Il disegno o la fotocopia o qualsiasi oggetto si attaccano, a rovescio, con uno scotch trasparente sul telaio, anch’esso a rovescio e preparato con gelatina fotosensibile e asciugato a phon. Si appoggia sul vetro del torchio pneumatico e con il caucciù del torchio si copre per aspirare l’aria a creare un sotto vuoto in maniera che il disegno venga a contatto con la gelatina del telaio.

 

Il torchio pneumatico è un’attrezzatura professionale, per piccoli formati si può farne a meno attrezzandosi con un tavolino che al posto del piano di legno abbia un vetro dello spessore di un centimetro, dove appoggeremo il nostro telaio a diritto cioè con il disegno a contatto con il vetro, lo copriamo all’interno con una carta nera (serve per non far riflettere la luce) e sopra mettiamo una gomma piuma di uno spessore superiore alla cornice del telaio.

 

Sopra la gomma piuma appoggiamo un piano rigido e un po’ pesante che con la pressione tenga a contatto il disegno alla gelatina del telaio. Mettiamo sotto il tavolo due lampade alogene da 1000 V, ed esponiamo il telaio alla luce delle lampade per circa tre minuti. Questo tempo di esposizione è solo indicativo, ogni uno dovrà trovare il tempo di esposizione giusto facendo delle prove.

 

3 - Lavaggio del telaio dopo l’esposizione.


La gelatina fotosensibile è un prodotto solubile in acqua che ha la proprietà di indurirsi quando viene esposta alla luce e se l’esposizione è sufficente l’acqua non la scioglie. Dopo l’esposizione il telaio si mette in una vasca e con una gomma si spruzza l’acqua aspettando che la gelatina che non ha preso luce si rigonfi (cioè dove c’è il disegno in china o in tempera che non ha permesso alla luce di non andare a contatto con la gelatina) e piano piano con il getto d’acqua salti via e lasci libere le maglie che serviranno per stampare il nostro disegno; possiamo anche passare una spugna per togliere dalle maglie ogni residuo di gelatina. Attenzione! Più lunga è l’esposizione alla luce più la gelatina si indurisce e meglio si lava il telaio se abbiamo un disegno eseguito con una pellicola fotomeccanica,cioè con un nero assoluto, se invece abbiamo un lucido da una fotocopia e il disegno grigio, bisognerà abbassare l’esposizione con il pericolo che la gelatina non si indurisca tanto da resistere al lavaggio, in questo caso evitare di passare la spugna. Bisogna sempre valutare l’intensità del nero rispetto all’esposizione. Dopo aver lavato il telaio e controllato che tutte le maglie siano aperte, si lascia scolare per qualche minuto, e si asciuga con il phon.

 

 

4 - Preparazione per la stampa


Quando il telaio è asciutto, prima di fissarlo al tavolo di stampa, dobbiamo chiudere quelle maglie perimetrali che la racla stendi gelatina ha lasciato libere ai bordi della cornice. Mettiamo il telaio sul tavolo a rovescio ed attacchiamo sul perimetro uno scotch da cinque centimetri, potremo stampare sicuri di non sporcare il foglio. Con della gelatina fotosensibile ed un pennello possiamo ritoccare il telaio e coprire le maglie aperte di eventuali sporchi o modificare il disegno coprendone manualmente alcune parti.


 

 

docenti

giovanni federle - prof.federle@101010.it

fiorenzo fallani - stamperia.serigrafica.fallani@inwind.it

daniela vedovi - danielavedovi@tin.it

 

ssis veneto - fondamenta moro 2978 - cannaregio - 30121 venezia

telefono 041 2346811