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(1) (2)
Salvatore Settis, Italia SpA, Einaudi, Torino 2002 |
Il problema del Museo d’Arte è
il problema della raccolta, della conservazione e catalogazione di
opere d’arte, che sul nostro Territorio ha una consistenza tutta
particolare, definita dal fatto che c’è continuità
tra l’opera, la Collezione o il Collezionista, la città
che ospita la collezione. Questa continuità è il legame
forte che esiste tra un ambiente, una città, la sua storia
e le sue opere, sia che si parli di quadri sia che si parli di sculture
o di edifici.
Lavorare sulle opere conservate in Italia è diverso che farlo
su opere conservate negli Stati Uniti, perché là la
storia del collezionismo è staccata dalla storia delle città,
è tutta regolata su donazioni private a fondo perduto, qui
la storia delle collezioni è la storia delle città,
degli uomini e delle tradizioni di tutta una comunità. |
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Si
veda il caso della Galleria degli Uffizi a Firenze, solo come esempio
tra i più celebri di una Collezione, quella della famiglia
dei Medici, accessibile al pubblico fin dalla fine del secolo XVI.
I due riferimenti ai siti sotto riportati aiutano la comprensione
del ruolo della Galleria fiorentina, e della soprintendenza relativa,
e la comunicabilità virtuale odierna, con particolare attenzione
alla sezione didattica:
rispettivamente alla storia
della galleria e alla sezione
didattica della Soprintendenza storica, artistica e
demo-etno-antropologica di Firenze, Prato, Pistoia,
L’unicità del caso italiano,
nella definizione di patrimonio culturale, è indagato da
Salvatore Settis in un breve quanto preciso saggio, che schematizza
così i punti essenziali tipici del patrimonio italiano:
Uffizi a Firenze, immagine dal sito |
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(3)
da Roberto Longhi, Proposte per una critica d’arte, in “Paragone”,
n.1, 1950. |
- «La concezione del patrimonio culturale
come un insieme organico (di opere, monumenti, musei, case, pa-esaggi,
città) strettamente legato al territorio che lo ha generato.
- L’idea che questo patrimonio nel suo complesso
costituisce un elemento portante, irrinunciabile, della so-cietà
civile e dell’identità civica, prima dei cittadini
degli antichi Stati e poi dei cittadini italiani.
- Di conseguenza, la centralità del patrimonio
artistico nelle strategie di gestione dello Stato, e l’impegno
dello Stato a proteggerlo o assicurandosene la proprietà
o stabilendo norme di tutela applicabili anche a quanto resta
in mani private.» (2)
Parlare di Museo significa per noi parlare
di cultura, di tradizione, di storia, perché il museo è
radicato nella città e nel Territorio, perché raccoglie,
come Istituzione che tutela e gestisce il patrimonio, le testimonianze
del passato e del presente per farle conoscere. È qui la
chiave di lettura della peculiarità italiana: la storia della
collezione, la collezione, l’esposizione temporanea è
conoscenza della nostra cultura, attraverso la fruibilità
delle opere si attiva un’esperienza rispetto a idee, a concetti,
a modalità di lavoro di artisti del passato e del presente.
Ma l’opera vive in uno spazio, è parte di un contesto,
anche se all’origine poteva essere stata pensata per un altro
luogo, con un’altra serie di relazioni, con significati che
si recuperano, a volte, solo attraverso i documenti e la storia.
Opera e luogo, ecco la relazione longhiana che qui s’inserisce
come impostazione di metodo:
«L’opera d’arte, dal vaso dall’artigiano
greco alla Cappella Sistina, è sempre un capolavoro squisitamente
<relativo>. L’opera non sta mai da sola è sempre
un rapporto.» (3)
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Il
riferimento al sito è un aiuto alla conoscenza virtuale del
luogo: la
galleria Borghese a Roma  |
Le scelte espositive
sono condizioni di lettura e analisi delle opere, i temi curatoriali
sono i perimetri del lavoro entro cui si muove il pubblico, anzi
i pubblici. Sottolineare i pubblici significa guardare alla fruizione
possibile del sistema museale: l’apertura novecentesca a grandi
masse di spettatori ha reso il museo perno centrale di una cultura
come ricerca attraverso temi, autori, tendenze, trasgressioni, confronti.
Allora non solo si guarda all’opera nella situazione in cui
vive, hic et nunc, ma si legge la trama delle idee curatoriali,
quel filo rosso che sceglie, prima del pubblico, la collocazione
dell’opera in una sala, il legame con un’altra e l’itinerario
complessivo. La catalogazione dell’opera tra ‘600 e
‘700, dopo le prime raccolte di principi, come i Gonzaga o
i Medici, nei secolo XV e XVI, avveniva inquadrandola nella sequenza
cronologica, le stanze si misuravano con lo stesso autore e con
il tempo or dinato della storia. La Galleria Borghese a Roma è
esempio di una preziosa Collezione del raffinato cardinale Scipione,
che amava cercare reperti dell’antichità e opere del
suo presente, come raccolta di segni della cultura e della storia,
ma anche come bene di investimento.
Doveva corrispondere ad un’enciclopedia
del sapere, derivata dall’idea greca, prima, medioevale, poi,
illuminista, infine, di un sapere completo ed esauriente, quel sapere
che oggi si rivela, invece, per parti, per settori, parzialmente.
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(4)
Peggy Guggenheim, 1898-1979, Una vita per l’arte, Rizzoli,
Milano 1982. |
Peggy
Guggenheim è un altro esempio di collezionista, che, nel
secondo dopoguerra vuole collezionare ‘un’opera al giorno’,
costruendo una formidabile raccolta di opere del ‘900, conservate
nel Palazzo Venier dei Leoni, a Venezia.
L’intuito di Peggy, il suo amore ‘per
l’arte e per gli artisti’, come sottolinea lei stessa
nella sua autobiografia, la portano a comprare opere, talvolta assecondata
da critici, talvolta incompresa da critici. Come Giulio Carlo Argan,
che, secondo Peggy, nel ’48 scriveva senza essere, come lei,
dentro l’opera d’arte.
“L’introduzione alla mia mostra nel catalogo della Biennale
venne scritta dal prof. Argan, il quale non riusciva a distinguere
le varie correnti dell’arte moderna e scrisse un pezzo disordinato
e confusionario.” (4)
Eppure la storia dell’arte di alcune generazioni
di studenti è passata attraverso il celeberrimo testo scritto
appunto dall’Argan, la storia dell’arte italiana dall’antichità
ai giorni nostri. Italiana, appunto, scriveva Argan, mentre dagli
anni ’60 esplodeva e ora continua una produzione artistica
senza confini, anzi che vede nelle contaminazioni e nelle discussioni
una creazione nuova, altra, rispetto alle avanguardie del primo
‘900.
Il
sito della Fondazione che riunisce
i musei Guggenheim presenti nel mondo, permette un orientamento
nella comunicabilità di luoghi diversi, con un carattere
uniforme di esposizione dato dal settore storico di appartenenza,
il ‘900, si veda: |
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I
musei Vaticani a Roma
Il museo
d'Orsay a Parigi
Il
Metropolitan Museum a NY
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Alcuni
esempi di siti museali servono per entrare nelle diverse realtà,
servono di approccio a
tutte le modalità di lavoro del sistema museale, oggi, anche
con Internet. Il museo virtuale si presenta ai pubblici, qui l'immagine
presenta la Stanza della Segnatura, organizzando il sistema, prima
che in situ, davanti ad uno spettatore curioso, che indaga: altro
aspetto del sistema museale è la sua comunicazione virtuale,
il suo modo di porsi nei confronti del mondo, ora importante anche
nel sistema della ricerca e dello studio. Si vedano alcuni siti
per confrontare modalità comunicative e sistemi dell’organizzazione.
I musei Vaticani si presentano con un sito sofisticato e tecnologicamente
interessante: si avvale di dipinti antichi come sfondo delle pagine,
ha esempi di navigazione interattiva con filmati VR (quelli che
permettono di vedere la stanza a 360°) offre gradevoli assaggi
delle opere con schede appropriate. sembra tuttavia privo di "servizi"
tantomeno di sezione didattica. È un sito molto istituzionale
fatto per essere fruito a distanza, mantenendo le distanze
Notevolmente diverso l'approccio del museo D'Orsay: i colori subito
di forte impatto e il logo moderno e una gamma di servizi virtuali
e reali offerta veramente completa (dall'accesso ai disabili ai
corsi di formazione per insegnanti alle attività destinate
ai giovani. alla boutique e al café).
Simili alle pagina del museo parigino quelle del Metropolitan di
NY con una profondità notevole e una dettagliata spiegazione
dell'offerta didattica sulle diverse fascie d'età.
È abbastanza intuitivo arrivare alla conclusione
che i siti dei musei siano discretamente conformi all'approccio
voluto e incentivato dalla politica del museo stesso: a museo "aperto"
corrisponde un sito "aperto" accogliente, ricco che propone
attività varie, in presenza -nel museo stesso- e a distanza,
indirizzate a diverse fasce d'utenza.
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( 5)
Giulio Carlo Argan, Introduzione alla Storia dell’arte italiana,
Sansoni, Firenze 1988
(6)
Bruno Zevi, Storia dell’architettura moderna II, edizioni
di Comunità, Einaudi, Torino 2001
(7)
Annali Pubblica Istruzione, Dossier, 5-6, 2000
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1.2
Musei e Scuole: una sinergia possibile
L’arte è una delle culture dell’uomo, solo che
passa con le immagini, anziché con le parole. «L’arte
è una cultura i cui concetti sono espressi in immagini invece
che in parole; e l’immaginazione non è che una fuga
dal pensiero, è un pensiero altrettanto rigoroso che il pensiero
filosofico o scientifico. Per intendere la struttura e i processi
bisogna studiare le opere d’arte: l’arte è al
livello più alto del pensiero immaginativo, come la scienza
al livello più alto del pensiero razionale.» Giulio
Carlo Argan, 1988 (5)
Se un obiettivo è riguadagnare un’immagine significativa
della cultura, ecco che il Territorio può agire come l’ambiente
della cultura e dell’identità, come luogo di esperienze,
dove un Museo o una Mostra aprono alla ricerca di percorsi che diano
senso alle operazioni quotidiane. «Nello spazio coincidono
vita e cultura, interessi spirituali e responsabilità sociali.
Perché lo spazio non è solo cavità vuota, <negazione
di solidità>: è vivo e positivo. Non è solo
un fatto visivo: è, in tutti i sensi, e segnatamente in un
senso umano e integrato, una realtà vissuta.» (6)
Il Territorio, la città, gli edifici sono contesto e riferimento
di azioni temporanee, come una visita, e di azioni co-stanti, come
il processo di insegnamento-apprendimento della scuola, ma proprio
il Territorio deve segnalare quella cultura che attraversa «le
testimonianze concrete e visibili del passato e del presente»,
essendo queste «gli strumenti privilegiati di qualsiasi percorso
di apprendimento, pertanto conoscere e condividere il patrimonio
culturale e ambientale può essere uno degli elementi chiave
per costruire questa identità culturale e questo senso di
appartenenza”. (7)
Foto dal sito
della collezione Guggenheim: Palazzo and Peggy's private gondola
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Se
il Museo ha fondamento nella Collezione di opere d’arte, la
sua affermazione come strumento di conoscenza ha significato nella
progettazione dell’apparato espositivo, didattico, funzionale
ai percorsi di pubblici eterogenei. Il Museo è strumento
privilegiato della conoscenza soprattutto per un pubblico come quello
scolastico, perché può rendere l’esperienza
del contatto con l’opera significativa di tutto un percorso
poi fatto in aula.
Foto dal sito
della collezione Guggenheim: Il Museo Solomon R Guggenheim nel
1969, durante l'esposizione di capolavori proveniente dalla Collezione
Peggy Guggenheim
«I saperi offrono i materiali dell’imparare,
ma acquistano significato in rapporto a come vengono collocati dentro
il tessuto delle diverse forme linguistiche e delle strutture teoriche:
di qui la centralità dell’epistemologia propria di
ogni area di sapere, che fornisce alcune delle coordinate di riferimento
per l’approccio didattico.» (8)
Questa unicità del ‘modello italiano’
fa muovere anche nella Scuola più di qualche preoccupazione,
nell’ipotesi di Riforma della Scuola che si sta approntando
ora. Cesare De Seta così esprime la tensione nei confronti
di una Ri-forma, che, a livello disciplinare, modificherebbe alcuni
impianti, come ad esempio storia dell’arte:
«Pierre Rosenberg, già presidente e direttore del Louvre,
eminente studioso dell’arte francese e italiana mi diceva
che lui le comitive degli italiani che sciamano per il suo museo
–talvolta chiassose e indisciplinate- le riconosce dal modo
in cui si misurano con un’architettura. Questa particolarità
degli italiani –aggiungeva- deriva dal fatto che “voi
studiate la storia dell’arte” […]
Meglio che vada è che essa finisca per essere una disciplina
opzionale, soluzione efferata: perchè Donatello e Mi-chelangelo,
Tiziano e Morandi non sono opzionali nella civiltà italiana.
Sono essenziale sapere» (9) |
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Immagine dal
sito del Louvre
(8)
Roberto Maragliano, Le conoscenze fondamentali per l’apprendimento
dei giovani nella scuola italiana nel prossimo decennio, Annali
Pubblica Istruzione, Le Monnier, Firenze 1997
(9)
Cesare De Seta, Repubblica, 27.07.2003
(10)
L'articolo
è leggibile per intero qui
(11)
Bobisut, Ciresola, Federle, Rizzetto, Insegnare Arte Insegnare Disegno,
Armando, Roma in via di pubblicazione |
Anche
Antonio Paolucci, autorevole voce della museologia italiana, chiarisce,
nel sito della Soprintendenza di Firenze, Prato, Pistoia, i significati
delle azioni possibili da parte del museo, scrivendo: «Il
primo dovere del museo, il suo vero e irrinunciabile compito istituzionale
è l'educazione del pubblico; quella cosa molto difficile
e molto importante che i nostri padri, con una bella parola oggi
desueta, chiamavano "incivilimento".
"Incivilimento " è conoscenza
del proprio passato (di città e di nazione) è orgoglio
delle radici, è condivisione di una cultura comune, è
assunzione di responsabilità. Significa -incivilimento- attraversare
i saperi e la storia per ritrovarsi, al termine del percorso, "cittadini"
e cioè testimoni, costruttori e custodi di un progetto collettivo.
Che va lontano perché viene da lontano.» (10)
La sinergia possibile tra Museo, in questo caso,
storico-artistico e Scuola è nella relazione educativa e
didattica: l’occasione di una verifica sul campo, dentro le
stanze di un museo, non può chiudersi in un’ora di
visita o di percorso, deve costruire un insieme unico e collaborativo
di azioni e motivazioni alla ricerca della conoscenza, alla ricerca
dei segni di una cultura. Come? Utilizzando il Museo come motore
di ricerca, dicevo in un mio scritto recente, (11) dove gli studenti
provano, verificano, sperimentano, cercano le idee costruite con
immagini o segni. L’esperienza museale deve diventare significativa
di un’occasione per l’apprendimento, occasione privilegiata,
ma non unica, e soprattutto non chiusa. |
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(12)
Bruno Munari, Da cosa nasce cosa, Laterza, Roma Bari 1996
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Oggi
i Musei, non solo d’arte, hanno un apparato educativo organizzato
per fasce di pubblico, dalle offerte individuali di audio-percorsi
a operatori didattici per gruppi, con modalità diverse di
interazione in base ai livelli di età. L’aspetto poi,
non solo fruitivo, ma anche esperenziale, dell’opera, ha fatto
costruire attività laboratoriali, dove i ragazzi provano
a fare, a costruire, per riuscire a ragionare, quindi a scegliere,
in base ad un problema estrapolato dal percorso museale.
«Progettare è facile quando si sa come si fa.
Tutto diventa facile quando si conosce il modo di procedere per
giungere alla soluzione di qualche problema, e i problemi che si
presentano nella vita sono infiniti: problemi semplici che sembrano
difficili perché non si conoscono e problemi che sembrano
impossibili da risolvere.» (12)
Non si conosce ad esempio l’alfabeto
visivo, le strutture linguistiche dell’immagine, così
da subire la percezione ed i messaggi di un’immagine, perché
non riconosciamo gli elementi di base e dobbiamo farci condurre
per mano da e-sperti di immagini. Eppure, sempre parafrasando Munari,
«del come si fa a fare o a conoscere le cose» , basta
conoscere un metodo, cioè «una serie di operazioni
necessarie, disposte in un ordine logico dettato dall’esperienza».
Su Bruno Munari è utile consultare
della RAI le
pagine relative. |
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Senza
il fare, la conoscenza ordina il sapere, lo rende anche visibile,
ma non lo fa proprio, non diventa abilità di selezione e
ricerca di conoscenze atte a impostare o risolvere un problema.
Il laboratorio museale è oggi diffuso, per promuovere una
costruzione personale o una rielaborazione dell’arte vista,
letta o analizzata. Così come è diffusa la relazione
tra didattiche, quelle museali e quelle disciplinari, dove il Museo
offre una formazione specifica ai docenti sui temi dei percorsi
espositivi.
Il legame tra il Centre Pompidou, per citare un
museo- icona del XX secolo, e il pubblico scolastico è anche
attraverso la formazione preventiva dei docenti non tanto sui temi
museali, ma sulle modalità didattiche del lavoro proposto
nel museo. Sono queste modalità che dovrebbero continuare
tra l’educazione all’opera nel museo e l’educazione
all’immagine, ma tornerò sull’argomento.
Il sito del Museo
Pompidou. |
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Verifica.
WEB QUEST
Il corso on line non è solo un mezzo per comunicare senza
muoversi dalla propria postazione ma vuole creare la classe virtuale:
una rete di persone che hanno formazione ed esperienza e attitudini
diverse, e sono accomunate dall'interesse per uno stesso argomento,
ma che sono disposte a condividere con gli altri queste loro risorse.
Le informazioni prodotte da voi, anche in modo abbozzato, lanciate
sulla classe virtuale sono materiale per la costruzione dell'apprendimento
(cooperative learning). Scrivere e condividere la maturazione del
proprio pensiero ci aiuta a chiarirlo e crea le premesse per un
successivo rilancio, accrescimento e miglioramento da parte degli
altri.
Titolo
Creare un percorso virtuale tra un museo italiano (a scelta)
e alcune opere in esso contenute con il territorio d'origine, per
uno studente della scuola secondaria.
"Infine: perché le potenzialità
della tecnologia non dovrebbero essere usate in funzione della specificità
del “modello Italia” di tutela, e cioè per creare
“musei virtuali del territorio”, connettendo gli oggetti
dei musei con le altre opere sparse nel territorio, mettendo in
evidenza la rete e i nessi tra i beni musealizzati e quelli diffusi
in città, chiese, ville?"
Italia S.p.A. di Salvatore Settis, Einaudi, Torino 2002
Prerequisiti
Conoscenze della storia dell'arte
Competenze di base dell'uso del computer
Curricolo
L'esercitazione ha lo scopo
- di affinare la conoscenza dell'uso dei motori
di ricerca
- di conoscere i siti dei principali musei italiani
- imparare a collaborare alla classe virtuale
- di verificare le connessioni
Procedimento
- Formare gruppi di 3/4 membri. I gruppi possono avere durata
limitata ad una verifica (durata prevista: 15 giorni) oppure funzionare
per tutto il corso.
- Comunicare al forum un nome collettivo (es. Gli scout) e i nomi
dei componenti
- Cercare le pagine web di alcuni importanti musei italiani. Per
esempio segnaliamo il sito della galleria
d'arte moderna di Bologna i musei di Roma.
- Individuare il museo che interessa e il suo relativo territorio
- Scegliere alcune delle opere presenti nel museo provenienti
dal territorio in questione
- Trovare gli agganci storici-culturali e magari interdisciplinari
tra le opere e il territorio
- Allestire il percorso utilizzando strumenti che consentono l'attivazione
di link ipertestuali come Word, Power Point, o per chi ne ha le
conoscenze anche il linguaggio html. I link ipertestuali sono
quei collegamenti che si possono effettuare tra una parola -calda-
e una espansione -testo, scheda, pagina con o senza immagini-
come quelli che avete sperimentato in questa pagina web.
Link e risorse
Per cercare i musei si può iniziare da
qui il motore di ricerca dei musei italiani
Per chi volesse cominciare ad usare Word o Power
Point per costruire ipertesti si possono consultare alcuni corsi
su internet per apprendisti.
Si può cominciare con lo strumento più
semplice e a portata di mano la pagina di aiuto (help) del vostro
programma preferito: si cercano le voci >>>collegamento
ipertestuale
I corsi
informatici di Volare con internet. Con il corso di
"strumenti di presentazione" si intende Power Point e
"Elaboratore testi" si intende Microsoft Word: una volta
arrivati nella pagina occorre fare una registrazione per ottenere
l'accesso. Per chi intende provare con un linguaggio più
complesso come html sulla stessa pagina può trovare: Web
Publishing & Computing - HTML e linguaggi di scripting.
sono interessanti e "tranquille" le spiegazioni
in video di Emilio,
sito RAI per Word e in Ecdl+ si trovano anche i seguenti argomenti
utili per la ricerca su internet
- Approfondimenti sull'uso di Internet
- Gestione degli strumenti |informatici e problemi di standard
- Gestione di contenuti multimediali
Documenti
Valutazione
Si tiene conto della rilevanza
delle connessioni ritrovate rispetto al soggetto, dei caratteri
pluridisciplinari dei riferimenti
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